Diritto tributario internazionale

Consulenza fiscale internazionale

Vive, lavora o investe oltre i confini nazionali? Chiariamo gli obblighi fiscali in Italia e coordiniamo il trattamento dei Suoi redditi con le regole dell’altro Stato.

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Questo è importante per Lei

Le situazioni transfrontaliere sono quotidiane in Alto Adige: imprenditori che forniscono in Germania, dipendenti che lavorano in Svizzera, famiglie che possiedono appartamenti in Austria o percepiscono una pensione tedesca. Ognuno di questi casi solleva la questione di quale Stato abbia il diritto di tassare e in quale misura.

Le risposte derivano dall’interazione tra il diritto tributario italiano, il diritto dell’altro Stato e la relativa convenzione contro le doppie imposizioni. Consideriamo il Suo caso nel suo insieme e, se necessario, ci coordiniamo con colleghe e colleghi della rete ECOVIS nell’altro Paese.

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La residenza fiscale come punto di partenza

Chi è fiscalmente residente in Italia vi tassa in linea di principio il proprio reddito mondiale. Secondo il diritto italiano sono rilevanti, tra l’altro, l’iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente, il domicilio, il luogo delle relazioni personali e familiari e la presenza fisica per la maggior parte dell’anno.

Questi criteri sono stati riformulati negli ultimi anni e non sempre coincidono con le regole dell’altro Stato. Se una persona è considerata residente in entrambi i Paesi, decidono le regole di prevalenza (tie-breaker) della convenzione contro le doppie imposizioni. Una verifica accurata all’inizio evita successivi contenziosi con due amministrazioni finanziarie.

Evitare la doppia imposizione

L’Italia ha stipulato convenzioni contro le doppie imposizioni con Germania, Austria e Svizzera. Esse stabiliscono quale Stato può tassare, ad esempio, redditi di lavoro dipendente, pensioni, canoni di locazione, dividendi o plusvalenze. Se l’Italia esenta i redditi o riconosce un credito per l’imposta pagata all’estero dipende dalla tipologia di reddito.

Il credito per le imposte estere è soggetto a requisiti e prove. Verifichiamo quali imposte possono essere considerate e quali documenti sono necessari.

  • Lavoratori dipendenti con attività all’estero e frontalieri
  • Percettori di pensioni e rendite estere
  • Lavoratori autonomi e imprese con clienti oltre confine
  • Privati con investimenti finanziari o immobili all’estero

Obblighi dichiarativi per il patrimonio estero

Il patrimonio estero può comportare in Italia obblighi dichiarativi e imposte aggiuntive. Verifichiamo se conti, depositi, partecipazioni o immobili debbano essere indicati e se siano dovute IVIE o IVAFE, tenendo conto di esenzioni, soglie e dei modelli dichiarativi di volta in volta applicabili.

Se queste indicazioni vengono omesse, si rischiano sanzioni pesanti, anche se all’estero tutto è stato tassato correttamente. Esaminiamo la Sua documentazione, rileviamo i valori e consideriamo eventuali crediti per imposte patrimoniali estere.

A cosa prestare attenzione

Problemi frequenti sorgono quando un trasferimento non viene documentato, si omette la cancellazione nel Paese di provenienza o una banca estera fornisce documenti solo in lingua straniera. Anche la previdenza sociale segue regole proprie: all’interno dell’UE e nei rapporti con la Svizzera è la normativa europea di coordinamento a stabilire dove vanno versati i contributi.

Le segnaliamo per tempo questi aspetti, affinché decisioni come un trasloco, un nuovo contratto di lavoro o l’acquisto di un’abitazione siano preparate anche sotto il profilo fiscale.

Passo dopo passo

Come collaboriamo

1

Primo colloquio

Lei ci descrive la Sua situazione: dove vive e lavora e quali redditi o patrimoni possiede all’estero.

2

Analisi

Verifichiamo residenza fiscale, convenzioni e obblighi dichiarativi e Le mostriamo quali imposte sono dovute e dove.

3

Attuazione

Predisponiamo le Sue dichiarazioni italiane, richiediamo i crediti d’imposta e, se necessario, ci coordiniamo con il consulente nell’altro Paese.

4

Accompagnamento continuativo

Se qualcosa cambia, ad esempio per un trasloco, un nuovo datore di lavoro o un’eredità, adeguiamo per tempo la soluzione fiscale.

Domande frequenti

Risposte su residenza, redditi esteri e obblighi dichiarativi.

Non trova la Sua domanda?+39 0473 200 852
Abito in Alto Adige e lavoro in Austria. Dove pago le tasse?

Verifichiamo innanzitutto la Sua residenza fiscale e la concreta situazione lavorativa. Oltre alle regole generali per il reddito da lavoro dipendente possono applicarsi disposizioni particolari per i frontalieri. Da ciò deriva quale Stato ha il diritto di tassare e come si evita la doppia imposizione.

Devo dichiarare in Italia il mio conto in Germania?

Se è fiscalmente residente in Italia, di regola sì. Conti e depositi esteri vanno indicati nel quadro RW e sul loro valore può essere dovuta l’IVAFE. I relativi redditi sono inoltre soggetti a imposta sul reddito in Italia.

Cosa succede se entrambi gli Stati mi considerano residente?

In tal caso è la convenzione contro le doppie imposizioni a stabilire a quale Stato Lei è attribuito, ad esempio in base all’abitazione permanente o al centro degli interessi vitali. È importante documentare bene le circostanze rilevanti. In caso di controversia esistono procedure amichevoli tra gli Stati.

Collaborate con il mio consulente fiscale all’estero?

Sì. Ci coordiniamo volentieri con il Suo consulente attuale. Se non ne ha uno, possiamo coinvolgere colleghe e colleghi nel rispettivo Paese tramite la rete ECOVIS.

Come possiamo aiutarLa?

Nel primo colloquio chiariamo la Sua richiesta e discutiamo di quale supporto ha bisogno.